SMARTIFY: L’ARTE A PORTATA DI CLICK

Di Marina Isaia
Quante volte siamo andati in un museo ritrovandoci pentiti per non aver portato con noi una guida cartacea o anche un amico “secchione” che ci spiegasse, a bassa voce naturalmente, le particolarità di quel dipinto o le vicissitudini artistiche dei famosi maestri? Avere un “curatore d’arte personale” non è più un’idea utopistica grazie a Smartify.
A maggio 2017 è nata Smartify, la nuova App che consente di conoscere il nome dell’autore e le descrizioni delle opere d’arte dei musei. Sulla falsa riga di Shazam – l’app che ascoltando il suono delle canzoni fornisce all’utilizzatore titolo, nome del cantante e anno di uscita – arriva Smartify, un software pensato proprio come se fosse una guida turistica o curatore d’arte virtuale, utile per chi ama viaggiare e visitare i musei d’arte senza spendere grandi cifre e senza richiedere la visita guidata.
Ecco come funziona: scansiona l’opera d’arte, la riconosce e fornisce una ricca scheda di informazioni, dunque non solo autore e anno di realizzazione, ma molto di più.

Ad esempio anche la tecnica e i materiali utilizzati, non solo l’epoca ma anche tutto il quadro storico e antropologico di riferimento. Si tratta davvero di un’applicazione innovativa, che si presta a innumerevoli utilizzazioni: al posto di una guida turistica (o di un’audioguida) ai Musei, ma anche come strumento ‘smart’ e giovane per insegnare la Storia dell’Arte agli studenti. Insomma, Smartify si candida ad essere un’app che stravolgerà il rapporto con il mondo dell’arte.

La app sarà in grado di riconoscere i dipinti e le opere anche mediante una riproduzione fotografica. Quando ci capiterà, all’interno di una pubblicità o di qualunque altro contesto (anche un sito internet) un’opera d’arte di cui non si dice nulla, ma che ricordiamo di aver conosciuto, basterà sfoderare lo smartphone e il gioco sarà fatto.

Per ora è disponibile per le opere custodite nei musei più famosi e importanti (Louvre di Parigi, il Metropolitan Museum of Art di New York, il Rijksmuseum in Amsterdam e il Wallace Collection di Londra) ma sarà estesa a molti altri.

E’ evidente il vantaggio di non poco conto per le strutture che potranno avere accesso ai dati anagrafici dei visitatori così da facilitare il proprio lavoro ai fini statistici. Infatti, per utilizzare l’App sarà necessaria un’autenticazione tramite il profilo Social o nuovo account.

 

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