UN CASO GIUDIZIARIO INFINITO: L’ATLETA DI FANO

Di Marina Isaia

Una vicenda che va avanti da decenni, quella del celebre Atleta di Fano, scultura attribuita al grande artista greco Lisippo, ripescata nel 1964 da un peschereccio al largo di Fano. Acquisita illegalmente, l’opera è esposta al Getty Museum di Malibù in California, nonostante l’Italia abbia richiesto invano per anni la restituzione.

 

Dopo infinite battaglie legali e l’annullamento della Cassazione dell’ordinanza di confisca del bronzo, per vizio di forma, finalmente la situazione si è sbloccata, come riferisce Adnkronos, grazie alla puntata “Ladri di Bellezza” della trasmissione Petrolio, andata in onda in prima serata su Rai 1, mercoledì 6 giugno 2018.

Venerdì 8 giugno è arrivata l’ordinanza, a firma del Gip di Pesaro, Giacomo Gasparini, che ha disposto il sequestro immediato della statua esposta al Getty Museum. La magistratura italiana ha riconosciuto che l’Atleta di Fano è stato contrabbandato illegalmente dall’Italia e che la Fondazione Getty, che lo aveva acquistato nel 1977 per 4 milioni di dollari, era a conoscenza all’atto dell’acquisto illecito della provenienza italiana del prezioso bronzo. Secondo il giudice la scultura non poteva dunque essere venduta, in quanto pescata in acque territoriali e appartenente allo Stato italiano, visto che l’imbarcazione da pesca “Ferruccio Ferri” era di Fano.

La posizione dell’Italia dunque è molto chiara: il gip di Pesaro Giacomo Gasparini infatti, lo scorso 8 giugno con una ordinanza di ben 50 pagine, ha ribadito che la statua in bronzo del IV secolo a.C deve ritornare in Italia “ovunque si trovi”, respingendo l’opposizione alla confisca intentata dal museo americano. Il museo statunitense ha già annunciato il ricorso in Cassazione.

Tutto trae origine dal luogo preciso del ritrovamento, dove l’opera è rimasta nascosta per più di due millenni. Un luogo che non è mai stato stabilito con certezza. Da quanto è dato sapere, la nave romana che la trasportava era sulla rotta Grecia-Italia ma, per cause ignote, affondò. Varie Regioni italiane, tra cui anche la Regione Marche, specie negli ultimi anni, hanno chiesto il ritorno della statua in Italia. La risposta fornita del museo era sempre stata negativa. Per la fondazione le richieste erano infondate “a causa dell’impossibilità di stabilire con precisione il luogo del ritrovamento”. Il braccio di ferro tra Italia e Usa, che ha portato tra l’altro alla restituzione di 40 capolavori esportati illegalmente, era stato sospeso proprio in attesa del giudizio del tribunale italiano che si è pronunciato per ben tre volte ribadendo, per la terza volta, la posizione dell’Italia sul caso della celebre scultura conservata al Getty Museum.

L’Atleta di Fano”, “Atleta vittorioso”, “Atleta che si incorona” o “Lisippo di Fano“, conosciuto negli Stati Uniti anche come “Victorious Youth” (Giovane Vittorioso) o “Getty Bronze“, è una scultura bronzea risalente al periodo ellenistico, realizzata con la tecnica della “fusione a cera persa”: un modello positivo cavo in cera a perdere, su cui veniva appoggiata la terra da fonderia per creare il negativo. All’atto della colata, la cera evapora a causa dell’alta temperatura, lasciando spazio al metallo. La statua pesa 50 kg circa. La scultura avrebbe potuto far parte di un gruppo scultoreo-celebrativo di alcuni atleti vittoriosi posti in un santuario greco-panellenico come quello di Delfi o di Olimpia. Attendendo il ricorso in Cassazione del museo americano che vorrà difende i propri diritti o presunti tali, auspichiamo che anche la nostra politica si muova per affermare e difendere i diritti del nostro Paese a ritornare in possesso di una statua di grande valore appartenente allo Stato Italiano, bene di un’intera Nazione.”

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